

Il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) può divenire il sistema di fare strategia economica, finanziaria, etica, morale ,sociale, ecologica, energetica, ma anche estetica e funzionale nell’ambito territoriale.Il fine è il raggiungimento di obiettivi comuni come la sostenibilità e il beneficio energetico, sia della pubblica amministrazione che del privato. Attraverso principi regolatori e prescrittivi, strategie ed incentivazioni il P.G.T. punta a raggiungere i risultati di carattere energetico, di compatibilità ambientale e di riqualificazione degli spazi, urbani ed extra urbani utilizzando le risorse locali e peculiari di quel luogo.
Il progetto riguarda un piccolo paese, Cavernago, ma le teorie e le regole utilizzate possono essere adattate, a tutte le situazioni territoriali mettere a frutto le peculiarità per metterle al servizio dello sviluppo urbano.
Le risorse, a disposizione della collettività, possono essere le più svariate: i parchi microeloici, i tetti fotovoltaici della zona industriale o come copertura dei parcheggi pubblici, il recupero dell’acqua in falda, la geotermia, il recupero del cippato come biomassa e dei rifiuti con cogenerazione energetica, la piattaforma ecologica, la discarica, la bioenergia derivante dai liquami delle attività agricole.
Il riassetto e la riqualificazione del territorio e degli spazi urbani, attuato tramite il PGT, punta su progetti sia pubblici che privati nello spirito del beneficio energetico all’interno dello spazio urbano pubblico, residenziale privato, storico ambientale, di alto valore paesaggistico e agricolo.
Quelli di carattere pubblico sono legati a progetti urbani: piazze, spazi aperti, parchi, percorsi ciclo-pedonali, parcheggi, strade... che devono essere progettate e realizzate in modo tale da essere autoalimentate con energia pulita, ma anche gli edifici pubblici hanno l’obbligo di essere progettati e/o ristrutturati e riorganizzati in modo tale da essere autosufficienti e raggiungere zero emissioni di CO2 nell’ambiente.
Sul territorio vi sono anche realtà molto delicate come il borgo di Malpaga, borgo storico con la presenza del castello del condottiero bergamasco, Bartolomeo Colleoni; anche in realtà come questa il P.G.T. conterrà oltre agli elementi convenzionali, anche prescrizioni ed agevolazioni diversamente articolate per la valorizzazione e l’utilizzo di sistemi eco-sostenibili ed eco-compatibili per la “creazione” di zone integrate con il progetto complessivo di sostenibilità.
Lo spazio agricolo nel P.G.T. risulta essere una risorsa importante che generalmente raggruppa in se anche il verde non coltivato: da quello a parco a quello spontaneo, ciò non solo è una risorsa di per se, ma oggi è sempre di più una risorsa energetica per le sue peculiarità: il bosco per alimentazioni in biomasse, le rogge irrigue con i salti di quota, il biogas prodotto dagli animali, gli spazi dove vi è vento, idonei per eolico o microeolico, spazi per coperture con pannelli fotovoltaici.
Biografia
Massimo Facchinetti
Laureato al Politecnico di Milano da l 1992 è professore a contratto all’università di ingegneria a Brescia dove si occupa di disegno industriale, lo è stato presso il politecnico di Milano e di Firenze e ha tenuto alcune lezioni a Torino. Nel 2004, con Carlo Bono e Alessandra Boccalari, costituisce la Facchinetti & Partners Architetti Associati. Tra i lavori più significativi da ricordare: il polo tecnologico della Provincia di Bergamo; il centro amministrativo del Comune di Casazza e la sede della Comunità Montana (Bg); la Residenza Sanitaria Assistita a Gandino (Bg) e a Verdello (Bg); il parco tecnologico della Provincia di Modena; le strutture e gli impianti per i mondiali di sci del 2005 a Santa Caterina Valfurva (So).
