ITALO ROTA
“MARE VERDE” PROGETTO DI SISTEMAZIONE DELL’AREA A MARE “FORO ITALICO”
PROMENADE LUNGOMARE AL FORO ITALICO
PALERMO

Il progetto, riproponendo l’antica passeggiata, si è posto l’obbiettivo di restituire il mare ai cittadini palermitani, la sua vista che per troppi anni era stata negata alla città. Questa grande area, in disuso e poi liberata, era ormai visibile, sgombra e semplice, pronta a essere usata e consumata, a essere riportata a nuova vita: pensare al futuro delle città significa che il primo interesse deve essere quello di sviluppare la vita.

L’intento progettuale era di creare un luogo in cui i cittadini si sentissero al sicuro, anche senza la presenza delle forze dell’ordine e un grande prato non consente di nascondersi. Il risultato è stato così semplice e affascinate che abbiamo deciso di definire “mare verde” il grande prato che è stato creato. Le palme hanno fatto parte di un gioco simbolico; sono un oggetto condivisibile dai siciliani, dai turisti, dagli immigrati, presente negli antichi mosaici della città è un albero che non fa ombra, ma dietro a cui non ci si può nascondere.

Iniziare a usare questa area significava anche iniziare a proteggerla, oltre a indicare funzioni possibili. I dissuasori, posti lungo il lato stradale, proteggono ma non creano chiusure, sono in terracotta invetriata con un’anima in cemento, infrangibili, ma allo stesso tempo recuperano materiali antichi che fanno parte della tradizione.
Ispirati al profilo del busto di Eleonora d’Aragona, scolpito dal Laurana e presente nelle sale del vicino Museo Regionale Abatellis, utilizzano il vecchissimo “giocattolo” della reiterazione della figura; queste nuove forme, che proteggono una vasta area per il tempo libero, sono nate per i giochi dei bambini, per lo sport oppure, semplicemente, per leggere un libro comodamente sdraiati di fronte la mare. Una pista ciclabile ad anello percorre il perimetro del parco; è stata realizzata in cemento verde con disegni in resina bianca. I due totem d’ingresso, hanno una finitura speciale in oro zecchini, a significare che gli spazi pubblici rappresentano il lusso della collettività  che decide di investire per recuperare uno spazio vuoto.
La realizzazione dei lavori è avvenuta mediante impiego dei lavoratori socialmente utili, che fin da principio hanno avuto un ruolo importante nella stragia del progetto; sono diventati i “messaggeri” del progetto, gli intermediari nella periferia; anche per questo il progetto è così semplice, si è trattato di lavori manuali, semplici.
Complessa è stata invece la procedura d’approccio e di costruzione del dispositivo e la strategia funzionale alla realizzazione.

Hanno collaborato a questo progetto insieme a Italo Rota: Francesca Grassi, Alessandro Pedretti, Stefano Conforti, Andrea Bolla.


Biografia

Nato nel 1953 a Milano. Si e laureato al Politecnico di Milano. Dopo aver vinto il concorso per gli spazi interni del Musée d'Orsay, alla fine degli anni Ottanta, si trasferisce a Parigi, dove firma la ristrutturazione del Museo d'Arte Moderna al Centre Pompidou (con Gae Aulenti), le nuove sale della Scuola francese alla Cour Carré del Louvre e la ristrutturazione del centro di Nantes. Dal 1996 vive e lavora a Milano. I lavori del suo studio variano per soggetto, scala e tipologia - dal museo alla chiesa, dal casino all'auditorium e l'intervento urbano - rilevando sempre un approccio globale che deriva dall'esperienza degli allestimenti, degli eventi e delle strutture temporanee.