GUIDO LAGANA'
Edificio residenziale a Collegno
Torino, 2008.

La luce naturale, la radiazione solare, la matrice compositiva che ne e derivata e che ha governato questo progetto, sono la trama di un racconto architettonico e metafora dell'abitare. L'edificio prende vita in un contesto urbano periferico nell'area ovest di Torino, morfologicamente composito, se non disordinato, in cui la geometria e l'orientamento (nord/sud) dell'area da edificare evocano la matrice classica del doppio quadrato e il tema dell' "edificio d'angolo". Il progetto assume il punto di vista non solo di chi abita l'edificio, ma anche quello dell'osservatore che, percorrendo la via orientata a nord, trova in esso un ancoraggio visivo; una lettura dinamica dello spazio urbano, lungo il prospetto curvo dal quale si affacciano gli alloggi rivolti verso il cielo. Gli appartamenti che guardano alla terra, quelli del piano terreno, si affacciano - invece - su di un orizzonte di piccoli "giardini segreti", che ne suggeriscono il modo di abitarli.

La percezione dinamica dell'architettura, prende vita dall' "energia in movimento" della luce naturale,delle traiettorie della luce solare che ispirano la matrice dell'edificio. Essa, infatti, e generata da una doppia manovra compositiva: la rotazione su di un fulcro degli assi generatori della matrice e la traslazione di superfici, che alimentano un ventaglio di volumi proteso verso mezzogiorno. Questa procedura combinatoria, tipica dell'attivita compositiva, ha reso possibile declinare le geometrie delle aperture in relazione all'orientamento dei prospetti.

A nord, la parete, bianca e compatta, forata da sei piccole finestrelle quadrate caratterizzate da sguinci orientati verso est. A ovest, il prospetto si frastaglia in un gioco di logge e schermature che disegnano luci e ombre per filtrare il riverbero caldo del tramonto e indirizzare lo sguardo verso la corona delle montagne. A est /sud - est le aperture si risolvono in una serie di "captatori di luce" disposti lungo la curva parabolica del prospetto.

I captatori di luce costituiscono un "progetto nel progetto"; un sistema di controllo della luce naturale composto da logge, elementi frangisole, tende, vetrate incorniciati in un gioco di piani inclinati, realizzati con pannelli di alluminio colorati di bianco e aperti verso la luce solare. I pannelli solari sulla copertura sono alloggiati nei due cilindri sezionati con l'inclinazione adatta ad ospitarli e dare all'impiantistica del risparmio energetico un significato estetico oltre che funzionale. Hanno collaborato al progetto di Guido Lagana: Barbara Cerrocchi, Cristina Gardino, Francesca La Malva, Manuele Mandrile, Davide Vicenzutto; hanno contribuito all' elaborazione esecutiva Marco Camera, Raffaella Mossetto.


Biografia

Guido Lagana
Guido Lagana (1948), architetto, vive e lavora a Torino. Unisce la ricerca, l'insegnamento universitario nel campo dell'architettura, con l'attivita di progettista nel proprio studio di Torino. Ha da sempre avversato ogni tentazione alla specializzazione per rivolgersi all'intero orizzonte dell' esperienza del progetto dell'architettura; dalla dimensione territoriale (urbanistica e della riqualificazione urbana e ambientale), a quella edilizia (il restauro e la nuova edificazione) fino ad occuparsi dell' arredo e di allestimenti espositivi. Il "filo rosso" che unisce le sue esperienze progettuali e la messa a punto di un metodo di lavoro, e di una disponibilita culturale, a pensare l'architettura come chiave di lettura di una intera societa umana.