

I progetti presentati sono l’esito di due differenti concorsi intesi come momenti importanti di un profondo e accurato lavoro di ricerca di un team multidisciplinare di professionisti, accomunati dall’idea di un’architettura che, attraverso un’azione concreta nel campo del risparmio energetico e dell’efficienza dei consumi, favorisca la diffusione nella società dell’importante ed attuale tematica della sostenibilità ambientale.
Torino – Bando di concorso internazionale di idee per la progettazione degli accessi alla metropolitana automatica di Torino / Linea 1
Il primo progetto presentato è un “kit” compositivo dei vari ingressi della metropolitana di Torino caratterizzato da un elemento luminoso di grande riconoscibilità e forte identità. In continuità con gli obiettivi dell’aspetto architettonico, anche l’intervento illuminotecnico propone soluzioni a basso consumo energetico, flessibili nella gestione e di semplice realizzazione. La pensilina aggettante è costituita da moduli in materiale traslucido che filtrano l’illuminazione diurna e gradualmente la sostituiscono poi nelle ore serali. Per questo motivo, la superficie è rischiarata con tenui elementi a diodi Led di bassa potenza, integrati all’interno dei moduli inferiori, che evidenziano gli ingressi ed attenuano i contrasti visivi nel passaggio dall’ambiente esterno a quello ipogeo. Risparmio energetico e contenimento dei costi di manutenzione hanno portato alla scelta, di sorgenti Led di elevata durata ed efficienza (vita 50000 ore, potenza 1-2W, temperatura di colore 3200K). Un secondo sistema di illuminazione con accensione indipendente regolata da fotosensori, garantisce invece i livelli di illuminamento richiesti anche sul piano di calpestio. La possibilità di richiamare scenari luminosi dinamici, sia aumentando l’intensità dei diodi che variandone il colore, offre inoltre un potenziale strumento di comunicazione per segnalare lo svolgersi di particolari eventi o per rendere le stazioni della metropolitana partecipi a manifestazioni di carattere urbano. Infine, i pannelli fotovoltaici previsti all’estradosso della pensilina garantiscono l’autosufficienza energetica del sistema di illuminazione complessivo.
Shanghai – Concorso Nazionale per il Padiglione Italiano all’Esposizione Universale di Shanghai 2010
Il secondo elaborato proposto è un padiglione caratterizzato da una grande piazza centrale e da volumi pieni scolpiti dalla luce del sole e dal vento. L’involucro è l’elemento di connessione tra l’ambiente circostante e i vari contenitori interni dove si realizzano i grandi scambi energetici: sia naturali, come la raccolta d’acqua piovana e di condensazione e la captazione solare, sia quelli impiantistici tradizionali. Anche in questo caso, l’intervento illuminotecnico propone soluzioni a basso consumo energetico, flessibili nella gestione e di semplice realizzazione. I moduli in materiale traslucido che costituiscono le pareti e la copertura formano una superficie luminosa che avvolge lo spazio interno, filtra l’illuminazione diurna e gradualmente la sostituisce nelle ore serali. All’interno delle pareti perimetrali, il sistema si sviluppa in verticale, con emissione rivolta verso l’esterno, mentre per l’illuminazione puntuale degli oggetti esposti è previsto l’impiego di proiettori a sospensione per lampada a ioduri metallici di nuova generazione. Per contenere il numero delle sorgenti luminose senza rinunciare ad una distribuzione omogenea dell’emissione luminosa, è stato progettato un sistema ad illuminazione indiretta per lampade fluorescenti lineari disposte in fila continua che comprende anche un riflettore parabolico ad alto indice di riflessione e pannelli piani, traslucidi, opportunamente inclinati. La luce riflessa dai pannelli illumina l’ambiente interno, quella trasmessa invece diffonde verso il cielo una delicata luminosità: rischiara la copertura senza proiettare l’ombra delle strutture e delle attrezzature presenti nell’intercapedine. In sintesi ad un sistema a luce indiretta per lampade fluorescenti, omogeneo e nascosto, si contrappone la variabilità e la flessibilità di un secondo sistema, con apparecchi a sospensione, immediato nella lettura e libero nella scelta del posizionamento più opportuno. Infine, una moltitudine di piccoli, tenui bagliori disegneranno una geometria dinamica, variabile come le occasioni di incontro e di sosta dei visitatori.
Biografia
Mauricio Cardenas Laverde
Mauricio Cardenas Laverde nasce a Bogotà, Colombia, nel 1969. Nel 1991 collabora con lo studio Meiji Watanabe & Associates a Tokyo e dopo la laurea, conseguita a Bogotà nel 1993, collabora con diversi studi di Milano. Nel 1993 consegue il Master in progettazione architettonica presso la Syracuse University. Dal 1999 al 2003 lavora per lo Studio Renzo Piano Building Workshop. Nella sua attività di docenza presso diversi istituti ed università approfondisce gli aspetti della progettazione sensibile agli aspetti ambientali. Nel 2004 apre a Milano lo “Studio Cardenas progettazione consapevole”. All’attività di studio affianca quella di consulenza per Arup Italia con l’incarico di interfaccia tra progettisti e tecnici nell’ambito di progetti relativi al Building Envelope-Facade Engineering.
