FRIGERIO DESIGN GROUP
A Journey in Slow Architecture

La mostra A Journey in Slow Architecture di FRIGERIO DESIGN GROUP che sarà presente a Urban solutions è un viaggio attraverso la ricerca e la produzione del gruppo guidato da Enrico Frigerio. Dopo il successo ottenuto in Italia e all’estero l’esposizione racconta, con un percorso di progetti rappresentativi, come la Tribuna verde dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, l’Edificio Ras a Milano, la Palestra ecologica di Giussano, il Concorso per il Museo di Losanna, lo stabilimento e uffici Sambonet a Orfengo, il Concorso per la sede OIC di Jeddah, la Centrale elettrica di Sparanise, il Complesso residenziale di Vercelli, il metodo di lavoro di Frigerio Design Group applicato all’architettura e al design di prodotto.

Enrico Frigerio crede nell'architettura come opera "totale", frutto della sintesi e dell'interazione di tutti i protagonisti, gli aspetti e i momenti del progetto. La definizione dell'idea, l'interazione con il committente, le peripezie del cantiere, il rapporto con il territorio costituiscono l'anima centrale e compatta del suo lavoro, votato all'equilibrio, alla misura, alla sostenibilità.

La ricerca di Frigerio Design Group testimonia un tratto del profilo dell'architettura italiana, "sviluppata all'interno di un ambito che sembra cercare riparo dalle oscillazioni del gusto e dagli internazionalismi di maniera", scrive Marco Brizzi, curatore della mostra. "La 'slow architecture’ sviluppata dal Frigerio Design Group è un'architettura progressiva, che vive nel tempo e trae dal contesto in cui si inserisce le risorse per la sua definizione."

Fiosofia

L'immagine manifesto della mostra rappresenta in sintesi lo spirito della slow architecture. La Slow architecture è un'architettura progressiva, che vive nel tempo e trae dal contesto in cui si inserisce le risorse per la sua definizione. Architettura da vivere nella qualità totale, sostenibile socialmente, energeticamente ed economicamente. La parola totale suggerisce che l'intero processo del costruire vuol essere governato: natura e storia del sito, clima, luce, apporto delle stagioni avranno voce privilegiata in questa esplorazione. Ciò non significa che il prodotto finale abbia da travestirsi o nascondersi: potrà infatti incarnare risultati di simbiosi o di contrasto, di adesione o di opposizione, senza tradire un ideale di generale armonia con il contesto. E c'è l'altro connotato importante, quello del carattere progressivo: l'architettura comincia a vivere nel momento in cui la costruzione è finita, quando entra in uso.

Biografia

Enrico Frigerio

Enrico Frigerio, nato a Torino nel 1956, studia architettura a Genova dove si laurea con Enrico Bona dal quale apprende una doppia lezione: come riconoscere le correnti e i maestri moderni del campo che sarà il suo e come conquistare ed affinare una speciale sensibilità per i materiali. Avvista tre grandi: Piano, Rogers e Foster, deciso a cominciare a lavorare con uno di loro. Nel 1982 entra nel Workshop di Renzo Piano, al cui fianco impara il mestiere collaborando a diversi progetti tra cui l'invenzione delle stazioni della Metropolitana ancora a Genova (1983) e il riuso del complesso industriale del Lingotto a Torino (1983-1989). Nell'ambito di questa esperienza entra in contatto con due ingegneri umanisti, Peter Rice e Tom Barker, che progettano strutture e impianti con una creatività genialmente sviluppata oltre i recinti della teoria. Nel 1986 decide di confrontarsi in proprio sul campo e apre lo studio Frigerio Associati, che professa architettura e design con un'organizzazione basata sul lavoro d'équipe; cinque anni dopo, nel 1991, costituisce il Frigerio Design Group, un gruppo di lavoro che fa della qualità e del rapporto con l'ambiente il suo obiettivo primario. Tra i suoi progetti più significativi la tribuna ecologica dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola – Bologna (1990-1992), il palazzo ad uso uffici per il gruppo RAS Assicurazione a Milano (1996-1998), la sede della Sambonet a Vercelli (2000-2004) e le centrali elettriche per il gruppo svizzero EGL (2002-2008). Tra i concorsi: il nuovo Museo del Cairo (2002-200303), il premiato progetto per l’OIC (Organization Islamic Conference) di Jeddah (2006) e il Centro Internazionale di Conferenze della città di Madrid (2007).