Attilio Stocchi
I colori della luce

Contaminandosi con il contesto di applicazione i colori della luce restituiscono emozioni differenti e letture specifiche . Luce naturale e artificiale stanno alla base del progetto architettonico e l'abilità dell' architetto è modellare lo spazio creando con l'illuminazione le condizioni ideali per l'habitat e il comfort. I progetti di Attilio Stocchi segnano il passaggio in questa ricerca che indaga il rapporto luce e architettura, mettendo in risalto l’esigenza di dialogare con gli elementi naturali e artificiali all’interno di contesti ambientali diversi. Quattro progetti e quattro colori per raccontare con metodo, al cardine tra arte e scienza, l’architettura della luce rossa, blu, argento e verde.

In LUCEGUGLIAVOCE 01 il corpo del Duomo di Milano è trasformato in un grande e visionario teatro all’aperto. L' obiettivo è far parlare le statue che da centinaia di anni hanno osservato e ascoltato silenziose le passioni, le voci, la vita dei passanti. Attraverso un sistema sincronizzato di illuminazione e diffusione del suono, le statue collocate sulle guglie del Duomo “parlano”. Selezionate in un gioco di geometrie spaziali, esse affrontano il tema dell’amore nelle quattro declinazioni: desiderio, amicizia, predilezione, rispetto.

Nel progetto di Piazza San fermo ad Almé - VIRIDIS - la ricerca sul colore delle pietre è portata agli estremi : “la luce della materia”, come lui stesso la definisce. "Per rendere il piano del tutto naturale e vivo ho utilizzato nove sfumature di verde. Nove tonalità di Serpentino della Valmalenco, ottenute trattando tre differenti tipi di serpentino verde con tre finiture differenti."

In FLUXUM, allestimento di una mostra sull’acqua al Palazzo Reale di Milano, Stocchi mette in scena l’acqua. Uno spazio tutto blu e un susseguirsi di onde in acciaio che si piegano come fossero onde. La luce qui serve ad esaltare le fotografie appese e al contempo ad esaltare l’ambiente circostante, dipinto/rivestito di un accecante blue klein.

BULBO, realizzato insieme a Guarnieri, è uno spazio ipogeo sotto il giardino di una casa, in un palazzo d’epoca del centro di Milano. Un ambiente che nasce quasi naturalmente come uno spazio sfaccettato. Una superficie calpestabile di venticinque metri quadrati contenuta da nove lati e quarantasette facce che si avvicendano nello spazio architettonico. Così questo volume sotterraneo è diventato, per ricevere e rifletter al meglio la luce che proviene dall’alto, una sorta di brillante. Sette grandi coni lo trafiggono (o fuoriescono) e la luce rimbalza gioiosa al suo interno.

Biografia

Attilio Stocchi
Nato nel 1965, architetto, Stocchi vive e lavora a Milano. La sua attività progettuale, dalle opere pubbliche alle metamorfosi di monumenti, dagli allestimenti alle installazioni ambientali, traccia un percorso di ricerca sperimentale dove la parola e l'ombra dell'animale sono frammenti nel processo di costruzione dell'architettura.